tre giochi che ti aiutano a stare meglio

Aggiornamento: 5 giorni fa


Durante la nostra vita ci interfacciamo intimamente con un numero ristretto di persone. I nostri riferimenti fanno parte di nicchie sociali: la famiglia, la scuola, il gruppo sportivo, il gruppo hobbistico, le persone con cui lavoriamo. Sono tutte bolle che ci rimandano informazioni su noi stess*, informazioni che, col tempo, ci definiscono.

Impariamo il nostro funzionamento come esseri umani e il funzionamento del mondo proprio da queste bolle.

Va tutto bene fino a che queste bolle vanno bene. Ma quando una o più di queste bolle danno definizioni errate di noi o del mondo che ci circonda e noi non abbiamo gli strumenti e le relazioni per stare bene, la vita può farsi molto complicata.


Alla lunga risulta difficile poter vedere con chiarezza come siamo come singoli individui e come distinguere cosa ci fa bene da cosa ci fa male. Corriamo il rischio di metter in pericolo la nostra di salute mentale e il nostro benessere. Ma non va tutto male, ci sono diverse possibilità per uscirne e per stare meglio!



La chiave del benessere che stai ricercando sta nelle relazioni: un lavoro che ami con colleghi insopportabili diventa un inferno; una casa stupenda con coinquilini inconciliabili diventa un luogo terribile; e potrei fare molti altri esempi ma il punto è che avere relazioni che non ti fanno stare bene ti porta inesorabilmente ad una vita che non ti fa stare bene.


Allora la grossa domanda è: come faccio a trovare e stare in relazioni che mi fanno stare bene?


Voglio essere molto chiara fina da subito: se non stai bene ora non significa che devi per forza cambiare le persone che ti circondano. In buona parte dei casi dovrai cambiare la relazione con le persone, non le persone in sé.

Capire come stare bene nelle relazioni è un lavoro che viene spesso sottovalutato: si pensa che sia lunghissimo o faticosissimo o impossibile perché non abbiamo la possibilità di scegliere. Ma nessuna di queste cose è vera. Anzi, il percorso per stare bene nelle relazioni è legato a piccoli passi piuttosto semplici, che quando iniziano a sommarsi danno risultati straordinari. E sì: non puoi sceglierti il corpo, quanti soldi sono nel conto corrente della tua famiglia, o il luogo in cui sei nat*. Ma puoi scegliere un sacco di altre cose e ti assicuro che sono tutte molto più potenti di quanto immagini.


Ma vediamo questi passi da intraprendere, li elenco qui, senza la pretesa di seguire un ordine preciso.


  • Definire cosa significa per te "relazione che ti fa stare bene" Sarebbe bello avere un libretto di istruzioni che ti spiega per filo e per segno quali sono gli elementi per una relazione che ti fa stare bene vero? Un po' come quelli del mobile Ikea, che ti spiegano un passaggio alla volta come costruire l'oggetto che ti serve. Il punto è che il libretto di istruzioni per la tua vita devi stilarlo tu in prima persona, non c'è nessuno che può insegnarti ad essere te! La cosa bella è che una volta che capisci questa cosa la china è tutta in discesa! Parti facendo una vera e propria lista, divisa in due categorie: attività che vorresti fare + relazioni che vorresti avere; cose che vorresti cambiare. Questa parte della lista accorpa volutamente le relazioni e le attività che vorresti fare, allo scopo di darti un punto di partenza da elaborare in seguito. É più facile immaginare il tipo di relazione che si vorrebbe, partendo da qualcosa che vorresti fare insieme. In questa voce della lista puoi scrivere cose che vuoi fare in compagnia di altre persone, sia che siano persone che già fanno parte della tua cerchia, sia che siano persone ancora da conoscere. Esempi per darti uno spunto: vorrei fare colazione parlando di serie TV; vorrei esporre i miei dubbi e ricevere consigli sinceri; vorrei chiacchierare facendo giardinaggio nei weekend. La parte della lista che riguarda le cose che vorresti cambiare è dedicata a ciò che vorresti all'interno delle relazioni, a prescindere dalle attività specifiche che si fanno insieme, ad esempio: vorrei non sentirmi sol* nei weekend; vorrei sentirmi più valorizzat* al lavoro; vorrei conversazioni appaganti; vorrei sentirmi ascoltat*, e molto altro. Ora che hai riempito le due categorie della lista utilizza i materiali che hai raccolto per rispondere alla domanda <<cosa significa per me "relazione che mi fa stare bene"?>>. Associa i nomi delle persone che già fanno parte della tua vita ai punti della lista che hai stilato, in base a cosa vorresti fare con loro e a quali cose vorresti cambiare. E poi: parla con queste persone dei punti che li riguardano e vedi cosa salta fuori! In questa fase è importante che tu abbia molto chiaro che cosa vuoi fare o che cosa vuoi risolvere e che la conversazione rimanga su quel punto, perché può essere facile cadere in conflitti legati ad altre situazioni. Se dalla tua lista rimangono dei punti vuoti, che non puoi o vuoi fare con le persone che già conosci, è ora di conoscere persone nuove! Lo scopo di questa lista non è quello di risolvere le difficoltà o realizzare i tuoi desideri. La lista è un pretesto per ascoltarti e per sperimentare: lo scopo è quello di delineare anche a sommi capi i tuoi bisogni all'interno delle singole relazioni che hai o che vuoi nella tua vita, in modo da essere sempre più consapevole di come sei e di come scrivere il tuo personale manuale d'istruzioni. Questa lista è quindi uno strumento di riflessione, e non deve diventare una gabbia in cui rinchiudersi: mantienila in continuo aggiornamento, modificala ogni volta che lo ritieni necessario, cambia le domande che ti sono state poste e sperimenta il più possibile. Che infatti è il secondo passo :)


  • Sperimentare! Se nel punto precedente hai trovato fatica a stilare la lista delle cose che ti piace o ti piacerebbe fare, questo punto ti è ancora più utile: stila una lista di quello che pensi ti piacerebbe e provalo! Sperimenta, sempre! Sperimentare è la chiave del successo per conoscerti, non solo perché avrai la testa piena di cose che gli altri dicono e hanno detto di te formulate solo dal loro punto di vista ("a scuola potrebbe andare meglio" ti è familiare?), ma anche perché la persona che sei oggi è diversa da quella che eri gli anni passati, e se non sperimenti nuove modalità e cose da fare rischi di trattare il te stesso di oggi dando per scontate cose che ora sono diversissime dal passato. Dopo qualche tempo metti un punto di domanda a ciò che a lungo hai dato per scontato e sperimenta i punti della tua lista con le persone della tua lista, ma sperimenta anche cose nuove da fare, cose nuove da assaggiare, conversazioni da avere, dinamiche da osservare. Non è un "esci dalla tua comfort zone", è proprio un "non fermati a quello che pensi di essere, mettilo anche alla prova ogni tanto".

  • Cercare persone che rispondono al tipo di relazione che vuoi A questo punto dovresti avere le idee molto più chiare o per lo meno una lista di cose associata a nomi di persone. Se è così hai già il materiale che ti serve per comprendere meglio come dare valore alle tue relazioni. É molto probabile però che tu abbia delle voci della lista senza alcun nome associato. O che con il tempo emerga una voce nuova nella tua lista e che tu non sappia con chi svolgerla. Se sei a quel punto significa che devi cercare persone che rispondono al tipo di relazione che vuoi. Puoi cercarle online, o partecipando a degli eventi, o approfondendo il rapporto con conoscenti che pensi possano interessarti. Prova e (come al punto sopra) sperimenta!

  • Nella relazione ci sei anche tu, ma non solo tu Tutto ciò che hai letto fino ad ora parte da ciò che tu vuoi. Questo approccio è voluto: lo scopo è sottolineare che puoi scegliere molto più di quanto credi. Però stiamo parlando di relazioni, in cui coesistono più esseri umani, ognuno con i propri sentimenti, desideri e aspettative. Nelle relazioni ognuno ha i propri motivi per comportarsi come si comporta. Nel percorso di definire il significato di "relazione che ti fa stare bene" non cadere nell'errore di voler modificare chi ti sta attorno o di pretendere cambiamenti che le altre persone non possono o non vogliono darti. Impegna le tue energie nel costruire un dialogo, fatto di ascolto attivo reciproco, e metti la base dei i tuoi comportamenti nel capire se la relazione può essere appagante per tutte le parti che ne sono coinvolte e, non da meno, sana. Se questo non è possibile forse non è il momento di concentrarsi su quella relazione, ma piuttosto di coltivarne una nuova.

Strumenti


Dopo aver capito i passi da compiere, è il momento di passare alla pratica e di definire quali strumenti possono venirci in aiuto per stare meglio con noi stessi e nelle relazioni.

Consigliatissimo, sempre, è un confronto psicologico, in un percorso di psicoterapia breve o lungo. Come abbiamo già chiarito ognuno di noi funziona in modo differente: il percorso di psicoterapia è come farsi fare un abito da un sarto su misura, è il miglior prodotto possibile ma non sempre è alla portata delle nostre tasche. Inoltre il percorso terapeutico è uno dei pezzi del puzzle, servono anche spunti di riflessione, spazi sicuri in cui sperimentare, persone con cui relazionarsi, attività da fare. Per ognuna di queste necessità esistono vari strumenti, da utilizzare e ritagliare sulle tue esigenze, volontà e possibilità. Ad alcuni potrebbe dare un buono spunto uno specifico libro o film. Per altri può essere di aiuto la meditazione. Oppure si può attingere allo sport, a ritrovi associativi o a tanto latro in base a quello che cerchiamo. Ma c'è un medium che più di tutti gli altri ti fornisce un mix di spazi sicuri in cui sperimentare, spunti di riflessione, nuove forme di interazione per relazionarsi con le persone a cui tieni o con persone nuove, e molto altro ancora. Questo medium è il gioco.


Se non sei abituato a pensare al gioco come strumento per stare meglio ti capisco. In Italia è arrivata pochissima letteratura a riguardo e anche a livello internazionale il gioco è relegato quali esclusivamente al ruolo di intrattenimento o di attività per bambini. Non fraintendermi: giocare per intrattenersi e giocare perché si è bambini è una figata! Ma il gioco come strumento è MOLTO di più. Negli articoli di questo blog ti racconto delle tante forme del gioco e del giocare (io sono specializzata in pervasive games, ovvero giochi che utilizzano gli oggetti della vita quotidiana come oggetti di gioco, quindi troverai un sacco di attività bizzarre che riguardano la tua vita di tutti i giorni), oggi mi voglio concentrare però, come avrai capito, sui giochi che ti fanno stare bene. Te ne racconto tre.

1. Cruel 2 Be Kind

Cruel 2 Be Kind è un gioco il cui scopo è "uccidere" gli avversari con una delle tre armi casuali che ti vengono assegnate. Queste "armi" sono sempre gesti di gentilezza, come ad esempio regalare un fiore, fare una serenata, aiutare ad attraversare la strada. Quindi funziona così: ad inizio gioco ti viene segnalata l'area di gioco (che è delimitata) e ricevi le tre "armi" che puoi utilizzare. Non ti verranno fornite informazioni sui tuoi obiettivi. Nessun nome, nessuna foto, nient'altro che la garanzia che rimarranno entro i confini del gioco all'aperto durante il tempo di gioco designato. Chiunque incontri potrebbe essere il tuo obiettivo. L'unico modo per scoprirlo è attaccarli con la tua arma segreta. L'effetto finale è quello di uno scambio di gentilezze randomico, buffo ed energizzante, perfetto per ricordarti quali cose belle può riservare la vita. Puoi organizzare la tua sessione di gioco in autonomia, trovi il regolamento completo qui.